Le nostre radici

Le origini dell’alpinismo in Valmalenco

Le origini dell’alpinismo in Valmalenco

La nascita dell’alpinismo in Valmalenco, al pari di quanto accadde nel resto delle Alpi, è da attribuirsi per lo più alle prime campagne esplorative condotte da facoltosi viaggiatori anglosassoni nella seconda metà dell’ottocento.

Gli stessi che inventarono l’alpinismo e che, scoprendo le nostre montagne e presentandole al mondo alpinistico di allora, gettarono le basi del nostro turismo.

Accompagnati dalla primissime guide elvetiche, compirono le prime salite della quasi totalità delle vette più importanti. Prima di loro solo le vette più accessibili vennero raggiunte da pastori, cacciatori e cartografi, tutti spinti da motivazioni di immediata utilità pratica ma non sempre dal solo piacere di raggiungere la vetta.

Alcune prime ascensioni

1830 – Pizzo Scalino 3323 m

I primi salitori furono un gruppo di topografi lombardi al servizio austriaco per erigervi un segnale per la stesura della carta del Regno Lombardo Veneto.

La prima salita alpinistica completata da F.F. Tuckett, F.A.Y. Brown con C. Almer e F. Anderegg nel 1866.

1850 – Pizzo Bernina 4049 m

Il topografo svizzero Johann Coaz e i suoi aiutanti.

1861 – Trekking della Valmalenco 

Jane Quentin Freshfield e il figlio Duglas William Freshfield. Durante il trekking il sedicenne Duglas compì qui la sua prima salita, il Sasso Nero 2921 m. Fu la prima di innumerevoli altre ascensioni dalle Alpi, al Caucaso all’Himalaya. D. W. Freshfield diventerà uno uno dei più noti alpinisti inglesi e Presidente dell’Alpine Club.

1862 – Monte Disgrazia 3678 m

Leslie Stephen e Edward Shirley Kennedy (che portò anche a termine la terza ascensione al Bernina) con le guide engadinesi Melchior Anderegg e Thomas Cox.

1865 – Pizzo Roseg 3937 m

W. Moore, H. Walker con J. Anderegg.

1871 – Pizzo Zupò 3996 m

Duglas W. Freshfield con Henry Dévouassoud.

CURIOSITA’

La figlia di Leslie Stephen, primo salitore del Monte Disgrazia, è Virginia Woolf la celebre scrittrice inglese.

Ascensioni notevoli

1878 – Pizzo Bernina 4049 m

Cresta nord Biancograt,  P. Gussfeldt, H. Grass e J. Grass.

1914 – Monte Disgrazia 3678 m

Cresta nord-nord est “Corda Molla”, Ignazio Dell’andrino e B. De Ferrari

1914 – Pizzo Bernina 4049 m

Canalone sud “Direttissima”, Alfredo Corti e Bruno Sala

1933 – Forcola D’argent 3705 m

Canalone sud-ovest “Canalone Folatti”, L. Bombardieri, C. Folatti e P. Mitta

1934 – Monte Disgrazia

Parete Nord, Giacomo Schenatti e A. Lucchetti Albertini

1939 – Pizzo Palù Occidentale 3823 m

Parete nord-ovest “Via Corti”, P. e N. Corti con Isacco Dell’Avo

Ospitalità d’alta quota

Con la nascita dell’alpinismo in Valmalenco nacquero anche i primi essenziali ricoveri per alpinisti. Da allora, con l’edificazione dei primi rifugi, l’alpinismo e l’escursionismo hanno assunto un’importanza crescente.

Le montagne della Valmalenco hanno infatti rappresentato uno dei più importanti centri di attività per l’alpinismo italiano tra le due guerre. A partire dagli anni ’50 in poi si è assistito ad una frequentazione sempre maggiore.

Per promuovere l’escursionismo, negli anni ’70 nasce l’Alta Via della Valmalenco, un bellissimo percorso in sette tappe, meta di un numero sempre maggiore di trekkers.

“Il modo in cui scalate una montagna è più importante che raggiungere la cima”
– Yvon Chouinard